LA PENISOLA SORRENTINA
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Bellezze naturali e panorami mozzafiato, un clima dolce e mite e tantissimi ricordi di un glorioso passato. Ancora oggi è possibile intuire come mai questa penisola che si protende tra il golfo di Napoli e quello di Salerno fosse tanto ammirata da scrittori, poeti ed artisti. Bastano un centinaio di chilometri per racchiudere autentiche perle turistiche come Sorrento, Positano, Ravello e Amalfi, che offrono scorci incantevoli e immagini suggestive. Cento chilometri di località famosissime e panorami che in ogni tempo hanno incantato artisti, poeti e semplici viaggiatori di ogni parte del mondo. Immersi in una natura dolce e selvaggia, dal clima mite, tra segni di un glorioso passato. Questo è un itinerario alla scoperta delle bellezze della penisola Sorrentina, il tratto di terra tra il golfo di Napoli e quello di Salerno, che si slancia in un mare che nell'antichità si diceva abitato dalle sirene. Oggi, grazie a località come Sorrento, Positano, Ravello e Amalfi, è diventato celebre in tutto il mondo, per la miscela intrigante di splendidi paesaggi, panorami mozzafiato e monumenti storici di grande interesse. L'itinerario parte dalla parte nord della penisola, dove si trova Castellammare di Stabia, città di radicate tradizioni termali, sorta sul sito dell'antica colonia greca di Stabiae. Distrutta prima dal dittatore romano Silla e poi dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., come le vicine Pompei ed Ercolano, del suo passato resta la grande Area Archeologica di Varano con alcune ville romane. Costituita da numerosi borghi e frazioni, Castellammare vanta anche un bel centro antico, che si staglia sulle costruzioni moderne, con edifici e strade tipiche dell'antico borgo marinaro. Notevoli sono il Castello Medioevale, villa Quisisana e l'edilizia religiosa del cinquecentesco Duomo, del Santuario della Madonna della Libera e delle numerose chiese, custodi di testimonianze storiche e artistiche. Da non perdere anche gli edifici delle Antiche Terme e l'Antiquarium Stabiano. Ma il meglio lo offre con i suoi splendidi panorami: basta salire con la funivia in cima al monte Faito, ad oltre 1000 metri, per ammirare il golfo di Napoli e i rilievi che circondano la città. |
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Prendendo la litoranea, che qui costeggia non solo località balneari, ma anche rigogliose colture di agrumi e ortaggi, si raggiunge Vico Equense, situata su di uno sperone roccioso, prospiciente il mare, lungo uno dei tratti più belli della costa napoletana, e circondata da una corona di colline dove sono ubicati i celebri "casali". Fu fondata nel XIII secolo da Carlo II d'Angiò nel luogo in cui sorgeva la romana Aequana, celebrata da Silio Italico per la bontà dei suoi vini. Oggi famosa stazione turistica, dotata di moderne strutture ricettive e di attrezzati stabilimenti balneari, Vico Equense conserva numerose testimonianze del suo passato: l'ex Cattedrale o chiesa dell'Annunziata, che costituisce l'unico esempio di chiesa gotica nella penisola sorrentina, e l'imponente castello Giusso, fondato da Carlo II d'Angiò e poi rimaneggiato tra il '600 e l'800. Da non perdere una visita all'interessante Antiquarium, che ha sede in via Vescovado, nei pressi della biblioteca, e che custodisce materiale archeologico proveniente da una necropoli scoperta nella zona urbana e datata dal VII al V secolo a. C. |
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| Proseguendo nel tratto settentrionale della penisola si arriva a Sorrento, il capoluogo della penisola, situata su un terrazzamento tufaceo a picco sul mare. Stazione climatica e di soggiorno di fama internazionale, Sorrento è immersa nel verde di aranceti e uliveti. Di remote origini sannitiche, passò ai Romani, per il quale fu luogo di villeggiatura, quindi nel medioevo diventò sede di ducato e nel 1133 fu occupata dai Normanni. Nell'800 divenne meta prediletta di artisti, letterati e musicisti provenienti da ogni luogo, tra cui Lord Byron, John Keats, Walter Scott e Goethe, che trassero ispirazione dalla bellezza dei suoi panorami. Detta anche "Città delle Sirene" (da cui probabilmente deriva il suo nome) e "Città degli aranci", ha dato i natali, nel 1544, al grande letterato Torquato Tasso. L'attuale abitato coincide in molti punti con l'impianto greco-romano ed una rapida occhiata alla zona affacciata sul mare, permette di distinguere il porto, che occupa la Marina Piccola, dal tratto balneare di Marina Grande. Nel centro storico si trovano il Duomo, innalzato nel Mille con influssi bizantini riconoscibili nel campanile, e la Basilica di S. Antonino, fondata nel XIV secolo, con portico arabeggiante ad archi che s'intrecciano su pilastri ottogonali. Meritano una visita anche il giardino della vicina villa comunale, da cui si coglie una fantastica vista sul golfo e, alle spalle del porto, il Museo Correale di Terranova, che ospita opere classiche e medievali, dipinti di scuola napoletana e collezioni di arti minori del XVI-XVII secolo. L'archeologia ha numerosi punti di riferimento, cominciando dalle testimonianze del centro antico per proseguire con numerose tombe, gli avanzi di una Porta e di un tratto di Mura del V secolo a.C., per finire ai resti della Villa di Agrippa. Postumo (nei pressi di un albergo), il cosiddetto "Bagno della Regina Giovanna" (che è in realtà una sontuosa villa Romana) e della Villa di Pollione (nota anche come "Villa della Punta Massa"). | |
| Da Sorrento la strada ci porta al versante meridionale della penisola, tagliando fuori la punta estrema, Punta Campanella, che meriterebbe comunque un escursione per le bellezze naturalistiche. La prima località che incontriamo è Sant'Agata sui Due Golfi, 7 chilometri circa da Sorrento e a 400 metri altitudine. E' un piccolo centro di villeggiatura tra le colline conosciuto e frequentato per la mitezza del clima, l'amenità della natura e per la posizione al centro dei magnifici golfi di Napoli e di Salerno, di fronte all'isola di Capri. Trae nome da una cappella fondata dalla famiglia Festinese nel XVI secolo dedicata a S. Agata, la giovane Santa catanese. Val la pena visitarla per il suggestivo centro, con la parrocchiale intitolata a Santa Maria delle Grazie, risalente al Seicento, e per il convento del Deserto, sul versante nord della collina, eremo di preghiera e di meditazione dei padri Carmelitani, oggi abbandonato ma ottimo punto panoramico. Scendendo verso il mare, dopo una decina di chilometri arriviamo a Positano, posta alle falde meridionali dei Monti Lattari che la riparano dai venti del nord, una delle più eleganti e note stazioni climatiche della Costiera Amalfitana. Di antiche origini, fu fondata da profughi di Paestum, sfuggiti ai Saraceni. Del primo nucleo abitato si ha notizia già nel X secolo: si trattava di una borgata dove si trovava una badia benedettina dedicata a San Vito. Posta in una posizione incantevole, Positano fu meta preferita di grandi artisti come Pablo Picasso e Paul Klee, di illustri personaggi della cultura come Rossellini, Toscanini, Bernstein, Steinbeck e Pirandello. Composta da tre frazioni, ha nel centro storico e nel borgo marinaro le sue massime attrazioni, con le caratteristiche case bianche con la calotta sferica e il piccolo portico sul davanti. Si consiglia la visita alla Torre Civica e alla chiese di Santa Maria Assunta, con la grande cupola a maioliche e all'interno due pregevoli opere: la duecentesca "Madonna con Bambino" sull'altare maggiore e una "Circoncisione" nel transetto destro. |
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| Proseguendo lungo la costa arriviamo a Praiano, uno dei tanti "locus amoenus" della costiera, già nota nell'antichità come Plagianum. Conserva ancora le caratteristiche dell'antico borgo di pescatori, ammirato e descritto da illustri scrittori, poeti, naturalisti, fotografi italiani, ma soprattutto tedeschi, cui si deve la "scoperta" di tanti pittoreschi borghi della Costiera Amalfitana. Da Praiano, si possono abbracciare con lo sguardo sia l'isola de' li Galli, famosa per le sirene che ammaliarono Ulisse, sia l'incantevole isola di Capri. A ponente, lungo la statale, si adagia la frazione di Vettica Maggiore, ridente centro marino immerso tra la quiete di limoneti, la più suggestiva e frequentata insieme a Marina di Praia, con le caratteristiche torri costiere. Nei pressi di trova la grotta dello Smeraldo, la più bella - splendide le sue stalattiti - della zona. |
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Poco distante da Praiano si trova Amalfi, che dal mare risale lungo la valle dei Molini con ripide scalinate, passaggi scavati della roccia e sottoportici, ognuno dei quali diventa un esclusivo punto panoramico. Le sui origini risalgono al IV secolo d.C., quando fondata da naufraghi romani diretti a Costantinopoli, ma il ritrovamento di reperti lascia ritenere che la località fosse abitata già in epoca anteriore. Ebbe il suo periodo di massimo splendore nei secoli X e XI, quando divenne la prima Repubblica Marinara d'Italia e assunse un ruolo di primo piano nei traffici con l'Oriente. Del suo prestigioso passato è ricordo il Duomo di S. Andrea in stile arabo-normanno, con l'annesso Chiostro del Paradiso, e i resti degli Arsenali della Repubblica, due navate coperte da crociere a sesto acuto, in cui si costruivano galee tra le più grandi e veloci dell'epoca. Da visitare anche il Borgo Medioevale e le caratteristiche botteghe sotto i porticati. Nel Palazzo Pagliara, sede di un antico opificio, si trova il Museo della Carta fondato nel 1969 e poco oltre il Museo della civiltà contadina, arti e mestieri. Proseguendo il nostro itinerario arriviamo ad Atrani, dove si lascia la litoranea per salire a Ravello, incantevole cittadina sorta nel VI secolo sulla spianata di una collina, tra la Valle del Dragone e la Valle del Reginna Maior, le cui bellezze e suggestioni non sfuggirono ai grandi nomi della letteratura e dell'arte, da Andrè Gide a Boccaccio, da Giuseppe Verdi a Enrik Ibsen, da Virginia Woolf a Paul Valéry, da Graham Greene a Tennesse Williams. Appartenne alla Repubblica di Amalfi e come questa conobbe la sua massima fioritura nel Duecento. Oggi è un centro climatico e turistico di primaria importanza, che racchiude ancora nel suo centro storico monumenti in stile arabo-siculo, come il duomo di San Pantaleone (dove si trova l'ampolla del sangue del santo che, come per quello più noto di S. Gennaro a Napoli, si scioglie miracolosamente ogni 27 luglio, ricorrenza del suo martirio), villa Rufolo e villa Cimbone. Al fondo del parco che circonda quest'ultima si trova il belvedere Cimbrone, da cui lo sguardo spazia sui pendii della montagna ricoperti delle tipiche colture mediterranee. Si torna ad Atrani e si riguadagna la strada costiera per raggiungere Maiori, località balneare che vive di turismo, agricoltura, pesca e artigianato, un tempo chiamata Reginna Maior. Da visitare la chiesa di San Francesco, edificata nel 1405, e quella duecentesca di Santa Maria a Mare situata sul monte Torina. Si giunge infine a Vietri sul Mare, cittadina agricola a due passi da Salerno che domina la piccola valle di Bonea, alla base della penisola sorrentina, su cui termina il nostro itinerario. Vietri sul Mare, assieme a Marina di Vietri, forma una località balneare che vanta antichissime origini etrusche. |
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